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Cinema: stop alla censura totale, quote minime per opere UE e divieto ai minori di 6 anni





Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini tre decreti legislativi in attuazione della nuova legge cinema che modificano le modalità di censura e divieto fino a oggi vigenti.

In base ai decreti, alle fasce di divieto già oggi esistenti e cioè quelle ai minori di 14 anni e ai minori di 18 anni, si aggiunge una terza fascia, il divieto ai minori di 6 anni. Viene quindi istituito un nuovo sistema di icone e di avviso per i contenuti sensibili (violenza, armi, sesso).


MiBACT / Twitter

Inoltre viene abolita la censura totale, per cui non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala di un´opera, né l´uscita condizionata a tagli o modifiche della pellicola.

Altra importante novità introdotta dai decreti è la quota minima di promozione di opere europee e italiane. Il rispetto delle regole sarà vigilato dalla Agcom che verificherà il rispetto degli obblighi e l´applicazione delle sanzioni, che potranno arrivare fino all´1% del fatturato.


Wikimedia Commons / Greg O´Beirne

Il testo include nell´obbligo anche gli operatori di streaming e on demand come Netflix o Amazon, che dovranno adeguarsi entro il primo gennaio 2019.

La percentuale minima di programmazione delle opere europee sarà per tutti gli operatori pari al 53% per il 2019, e salirà poi al 56% dal 2020 e infine al 60% dal 2021.

Per quanto riguarda le opere italiane, dovranno essere dal 2019 pari almeno alla metà della quota per le reti della televisione pubblica Rai e almeno a un terzo della quota per tutti gli altri soggetti che operano nel nostro Paese.


MiBACT / Twitter




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