Gianna Nannini alle prese con i primi passi di PenelopeLigabue scrive una lettera di addio a Lucio Dalla


Domenica in Piazza Grande a Bologna i funerali di Lucio Dalla

Data pubblicazione : 02/03/2012




Ormai è  cetra la data del funerale del grande cantante Lucio Dalla che si svolgerà domenica, nel giorno del suo compleanno, nella basilica di San Petronio di Piazza Maggiore a Bologna, alle 14,30. La camera ardente sarà allestita domani, dalle 9.30, nel cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, il palazzo comunale che si affaccia sempre su piazza Maggiore.. Un fiume di omaggi. C'è di tutto: dall'ultima vincitrice di Sanremo Emma («Grande perdita») a Valentino Rossi che lo ricorda come amico; dall'erede e concittadino Samuele Bersani a Pierluigi Bersani («Era un poeta»); da Renzo Arbore («Si studierà a scuola») a Pippo Baudo («Rivoluzionò il festival della canzone italiana»), da Susanna Camusso che ricorda «L'anno che verrà» a Gianfranco Fini che lo piange postando un video su Twitter a Silvio Berlusconi che lo ricorda al vertice del Ppe. Sul web si rincorrono intanto i tributi di innumerevoli fan ed estimatori.
Ecco alcune messaggi:
PINO DANIELE« Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di un amico come Lucio. Era un grande artista, la sua ironia e la sua genialità ci mancheranno».      
SHEL SHAPIRO « Mi ricordo un ragazzino che aveva 23 anni esattamente come me, nel 1966 quando eravamo in tournèe insieme. Io e i Rokes eravamo numero 1 in classifica con “È La Pioggia Che Va” e quando Lucio (ancora poco conosciuto) ed io camminavamo per strada facevamo “l’articolo il”. Lui aveva la brutta abitudine di chiamarmi “scellino” e per tutta la vita mi ha sempre chiamato così e per tutta la vita io me lo ricorderò ventitreenne, ma straordinario anche allora».
EROS RAMAZZOTTI: «Non potrò mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: “Olè”. Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci mancherà tanto la sua genialità, era un grande…»
EUGENIO FINARDI:«Lucio no, proprio non me l'aspettavo! L'avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano, quando lo vidi per la prima volta mentre cantava "Com'è Profondo Il Mare", 30 anni fa. Lo stesso che cantava "Paff Bum" con i mitici Yardbirds, guadagnandosi il rispetto e la gratitudine di noi piccoli rocker. Un jazzista inventatosi cantautore trasformato in Pop Star. Mi ha fatto l'onore di suonare in 2 mie canzoni. Un uomo fiero, ironico, molto emiliano. Un grande musicista. Però questa brutta sorpresa non dovevi farcela Lucio! Buon viaggio, salutami Caruso...»
POOH: «Lucio, perché così lo chiamiamo tutti da sempre, senza bisogno del cognome, è stato amico e fratello di tutti quelli con cui ha lavorato, cantato o anche solo parlato… Sempre uguale a sé stesso, sempre in equilibrio perfetto con una cultura acquisita e inventata strada facendo. Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte.  Lucio, con la sua continua voglia di stupire e la sua involontaria capacità di piacere al mondo! »      
NICCOLÒ AGLIARDI :«Mio padre a sette anni mi fece ascoltare, durante un viaggio in auto "Ma come fanno i marinai". Ho capito qualche anno dopo che uno di quei  marinai "mascalzoni ed imprudenti con la vita nei calzoni e col destino in mezzo ai denti sotto la luna puttana e il cielo che sorride" era proprio Lucio; e che mi avrebbe insegnato ad amare le parole e a godere della loro leggerezza e della loro profondità. Un giorno gli ho chiesto se avesse idea di dove fossero finiti Anna e Marco. Mi ha risposto che non aveva alcuna importanza il luogo, ma mi ha convinto quando mi ha promesso che ovunque fossero, ancora si amavano. Questo ho imparato da lui».




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