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Dopo 40 anni chiude la versione cartacea della storica rivista musicale 'Il Mucchio selvaggio'





L´Italia perde una fonte di critica e recensione musicale di altissimo livello che non può che impoverire il patrimonio culturale del nostro Paese. Dopo 41 anni chiude la versione cartacea de ´Il Mucchio selvaggio´, storica rivista musicale fondata nel 1977 da Max Stèfani, Paolo Carù e Aldo Pedron.


Il Post / Twitter

Ad annunciare la chiusura del mensile è la Redazione, con una news intitolata ´Il futuro non è scritto, ma la musica continua´ pubblicata sul sito web della rivista: "Alla consapevolezza della crisi inarrestabile della carta stampata e della discografia", si legge nel post, "è subentrata la frustrazione di non potervi rimediare. Non stavolta, non davanti a una sentenza del Tribunale a nostro sfavore e resa esecutiva alla fine di maggio."

La Redazione de Il Mucchio selvaggio precisa comunque che "rimarrà attivo il sito ilmucchio.it dove verranno pubblicati gratuitamente contenuti inediti". Una storia, quella della rivista musicale, che gli stessi fondatori definiscono "da vero rock magazine" e che negli anni "ha diviso il suo pubblico, ha scontentato alcuni ma ha anche lasciato un’eredità innegabile: è stata presente al proprio tempo per raccontare le mutazioni del mondo, non solo inglobandole."


Il Mucchio selvaggio / Facebook

Nel post di addio ai lettori, si sottolinea poi come, ad esempio, sia stata l’unica rivista musicale italiana "ad aver fatto emergere con vigore le firme femminili e abbia anche fornito gli strumenti per orientarsi con consapevolezza. Così, ha formato generazioni di lettori e di critici la cui esperienza resta motivo di orgoglio."

Nata come rivista mensile nell´ottobre 1977, e diventa settimanale nel 1996, Il Mucchio selvaggio, che prendeva il nome dalla banda di fuorilegge americani capeggiata da Butch Cassidy e dal film western di Sam Peckinpah, era poi tornata a essere un mensile a partire dal gennaio 2005.


Rolling Stone Italia / Twitter

Il post di addio della Redazione de Il Mucchio selvaggio si chiude con una citazione del cantautore britannico Joe Strummer: “Penso che la gente debba sapere che noi siamo antifascisti, contro la violenza, siamo antirazzisti e per la creatività. Noi siamo contro l’ignoranza”, seguita da una promessa: "Anche se non ci incontreremo più sulle pagine del Mucchio Selvaggio, restiamo fieramente da questa parte."




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