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Dopo lo scandalo, la Weinstein Company mette alla porta il suo co-fondatore Harvey Weinstein

Data pubblicazione : 09/10/2017



Harvey Weinstein, uno dei produttori più importanti di Hollywood, finito nella bufera dopo un´inchiesta pubblicata dal New York Times che ha rivelato differenti accuse di molestie sessuali nei suoi confronti, è stato licenziato dalla società che aveva co-fondato, la The Weinstein Company.

"Alla luce di nuove informazioni circa la condotta di Harvey Weinstein che sono emerse negli ultimi giorni" si legge in una nota della società cinematografica "I direttori di The Weinstein Company - Robert Weinstein, Lance Maerov, Richard Koenigsberg e Tarak Ben Ammar - hanno determinato, e hanno informato Harvey Weinstein, che il suo impiego con The Weinstein Company è concluso, con effetto immediato."


The Hollywood Reporter / Twitter

Nel 1979, Weinstein ha fondato con il fratello Bob anche la Miramax, società che è stata poi venduta alla Disney nel 1993. La Miramax ha prodotto pellicole come ´Shakespeare in love´ (per cui ha vinto un Oscar), ´Pulp Fiction´, ´Bastardi senza gloria´, ´Il lato positivo´ e ´The Imitation Game´.

"Riconosco che il modo in cui mi sono comportato con colleghe in passato ha provocato molto dolore" ha scritto Weinstein in una lettera che ha inviato al NYT negli scorsi giorni "e per questo mi scuso sinceramente."


Variety /Twitter

Allo stesso tempo però i legali del produttore hanno minacciato una causa milionaria nei confronti del NYT, poiché sostengono che l´inchiesta del quotidiano si basi solo "su dicerie e su un report apparentemente sottratto dal file personale di un dipendente, già smascherato da nove testimoni.”

Tra le attrici molestate ci sarebbero star come Ashley Judd, Emily Nelson e Rose McGowan. Due anni fa, a fare causa a Weinstein era stata anche un´italiana, la ex Miss Piemonte Ambra Battilana, citata adesso nell´inchiesta del NYT.


Huffington Post / Twitter

Nelle scorse ore è scesa in campo Meryl Streep, una delle attrici più rappresentative del mondo del cinema americano contemporaneo, che ha definito il comportamento di Weinstein "disgustoso", "inesprimibile" e un "abuso di potere" aggiungendo che le donne che hanno accusato il produttore sono delle eroine.




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