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La società di Harvey Weinstein dichiara fallimento





La Weinstein Company, società di produzione cinematografica co-fondata da Harvey Weinstein, produttore hollywoodiano finito al centro di un enorme scandalo per molestie sessuali, ha dichiarato fallimento. La notizia arriva in seguito al recente ritiro di una cordata di investitori, che dopo aver già firmato un accordo per l´acquisizione, si era poi ritirata in fase di verifica.

Il board della società aveva accusato gli investitori di essersi ritirati dall´operazione di acquisizione con una scusa e non con motivazioni valide. Allo stesso tempo i dirigenti della Weinstein Company avevano dichiarato che avrebbero esplorato nuove opzioni per salvare l´azienda, ma evidentemente non è stata trovata altra via se non la bancarotta.


Variety / Twitter

Il fratello di harvey Weinstein, Bob, rimasto nella dirigenza dell´azienda, ha affermato che il board è comunque "soddisfatto per avere elaborato un piano per massimizzare il valore dei beni, preservando il maggior numero di posti di lavoro possibile e perseguendo la giustizia per le vittime".

A rischio ci sono 150 posti di lavoro, mentre per quanto riguarda la tutela delle vittime, sono stati cancellati gli accordi di non divulgazione che Harvey Weinstein aveva usato per impedire a chi lo accusava di parlare: "Questi accordi hanno fine con effetto immediato. Nessuno dovrebbe aver paura di parlare o essere costretto al silenzio", si legge in una nota rilasciata dall´azienda.


Il Post / Twitter

Gli investitori avevano offerto circa 500 milioni di dollari per l´acquisizione della società, mentre negli stessi giorni il procuratore generale di New York aveva promosso un´azione legale contro Weinstein, suo fratello e la società fissando le condizioni di vendita nel timore che le supposte vittime degli abusi di cui il produttore è accusato potessero perdere la possibilità di essere adeguatamente risarcite.

Sono state oltre 70 le donne ad aver accusato Weinstein di averle molestate sessualmente. Il produttore ha però sempre negato di aver avuto rapporti sessuali non consenzienti.




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