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Le pornostar protestano: 'Le banche rifiutano i nostri soldi'

Data pubblicazione : 19/05/2013




E' noto che non tutti approvino il mestiere di chi interpreta film pornografici, ma è stravagante scoprire che gli Istituti di Credito statunitensi per loro politica aziendale non accettino i soldi delle dive e dei divi a luci rosse.

Ne sa qualcosa Chanel Preston, popolare professionista dei set a tripla x, che si è vista chiudere un conto corrente dalla City National Bank a Los Angeles. La Preston, dopo aver aperto il conto, quando si è presentata per depositare del denaro ha scoperto che la sua posizione bancaria era stata chiusa per 'problemi di conformità'.

La pornodiva ha chiesto spiegazioni al bancario con il quale aveva concordato l'apertura del conto e il funzionario ha risposto che dopo aver visto le performance osé sul sito ufficiale dell'attrice, la banca aveva deciso di non accettarla come cliente.

La Preston non è la sola pornostar ad aver avuto problemi con istituti di credito. Sono sempre di più i protagonisti dell'industria del porno che si sono scontrati con le politiche aziendali degli operatori finanziari.

La scorsa settimana, il fondatore dello studio di produzione di film a luci rosse MRG Entertainment Marc Greenberg ha denunciato JPMorgan Chase alla corte suprema di Los Angeles, sostenendo che la banca abbia violato le leggi di finanziamento equo per essersi rifiutata di concedergli un prestito accampando "ragioni morali".

Le problematiche tra le banche e i divi del porno sembrano destinate ad accentuarsi ulteriormente, a causa della trasformazione in atto dell'industria a luci rosse, sempre più accessibile.

Con l'avvento del web infatti, sono numerose le star xxx che decidono di avere un loro sito internet personale, diventando facilmente raggiungibili e identificabili con pochi click e mettendo così a repentaglio, secondo quanto sostengono le banche, il buon nome degli Istituti.




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