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Luis Sepulveda, scrittore per amore

Data pubblicazione : 13/05/2012




Leggendo libri come "Un nome da Torero", "Jacaré", "Il mondo alla fine del mondo", "Diario di un Killer sentimentale", "L'ombra di quel che eravamo" si può avere la sensazione di conoscere attraverso i suoi racconti il mondo dell'autore, Luis Sepúlveda, grande romanziere cileno e grande essere umano.

Ma Sepúlveda è ricco di risorse che vanno oltre i suoi scritti e ogni incontro può essere una scoperta. Al Salone del Libro di Torino, lo scrittore era presente in occasione dell'uscita del volume che raccoglie tutti i suoi racconti.

Sepúlveda ha detto di essere diventato uno scrittore per amore di una ragazza. Lui in realtà voleva fare il calciatore: "Camminavo su un marciapiede, le scarpe da ginnastica in mano, pronto a giocare la mia partita quando vidi il camioncino di una famiglia che si era appena trasferita nel quartiere. Avevano una figlia, la più bella ragazza che avessi mai visto nei miei primi quattordici anni di vita. Mi offrii di aiutarli e alla fine feci quel trasloco da solo. Per ringraziarmi la madre chiese alla figlia di invitarmi la settimana successiva al suo compleanno e lei, senza alcun entusiasmo: 'puoi venire'". 

Lo scrittore portò in regalo alla ragazza una fotografia della nazionale cilena con tutti gli autografi dei giocatori, ma non fece granché colpo. Alla ragazza interessava solo la poesia: "La mia storia d'amore era finita prima di cominciare, ma a quel punto ero curioso, iniziai a leggere poesie. E poi a scrivere" ha detto Sepúlveda. Non possiamo che ringraziare quella bella sconosciuta. Pazienza per i dribbling perduti.




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