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Omicidio di Garlasco, la cassazione conferma la condanna a sedici anni per Alberto Stasi

Data pubblicazione : 28/06/2017



Il 13 agosto 2007, Alberto Stasi ha ucciso la fidanzata Chiara Poggi. A ribadirlo definitivamente è stata la Cassazione, che ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione inflitta all´ex studente della Bocconi.

I legali di Stasi, con un ricorso, chiedevano la riapertura del caso con la sospensione della pena e il riesame in un nuovo procedimento di appello dei testimoni già sentiti nel primo grado di giudizio.

Nella loro richiesta, gli avvocati mettevano in rilievo "un errore di fatto relativo alla mancata ammissione di prove dichiarative nel processo d´appello-bis.". Tale rilievo non è però stato considerato sufficiente per una riapertura del caso.



Nel gennaio dello scorso anno, la Corte d´Appello di Brescia aveva negato la revisione del processo, non accettando le conclusioni del procuratore generale di Milano, che aveva ritenuto fondate le risultanze di nuove investigazioni messe in atto autonomamente dalla difesa di Stasi.

Stasi è stato ritenuto colpevole dell´omicidio della Poggi al termine di un lungo iter giudiziario durato anni, che lo aveva visto assolto per due volte e quindi condannato definitivamente in cassazione nel dicembre 2015.



"Giustizia è stata fatta, quella che volevamo" aveva dichiarato la madre della Poggi al momento della condanna "Non bisogna mai gioire per una sentenza di questo tipo. Questa è una tragedia che ha colpito due famiglie. La nostra ha perso una figlia di 26 anni, l´altra ha in un certo senso perso un figlio."

"Finalmente hanno ascoltato Chiara" aveva ancora aggiunto la donna "Noi sapevamo di dover andare avanti per cercare la verità per nostra figlia e lo abbiamo fatto. Non potevamo arrenderci, era un nostro dovere."




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