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Sanremo 2013 quarta serata, un tuffo nel passato

Data pubblicazione : 16/02/2013




Tredici milioni 36 mila spettatori, pari al 47.55% di share per la prima parte. Sei milioni 597 mila con il 52.68% per la seconda parte, con una media di unidici milioni 538 mila spettatori con il 48.17% di share. Questi i risultati della quarta serata del Festival di Sanremo, che riconfermano il successo della manifestazione.

Ieri sul palco dell'Ariston è stato compiuto un tuffo nel passato, con i big in gara che hanno riproposto canzoni storiche del Festival riarrangiate: tra gli altri Daniele Silvestri con 'Piazza Grande' di Dalla, Raphael Gualazzi con 'Luce (Tramonti a nord est)' di Elisa-Zucchero, Chiara Galiazzi con 'Almeno tu nell'universo' di Mia Martini ed Elio e le Storie Tese con 'Un bacio piccolissimo' di Robertino: Guest star della performance degli Elii, Rocco Siffredi.

La serata ha però anche decretato il vincitore della categoria giovani, tra i quattro rimasti in gara: la vittoria è andata ad Antonio Maggio con la canzone “Mi servirebbe sapere”. Il cantante pugliese proviene dalle fila del talent show X-Factor, che aveva vinto nel 2008 insieme agli Aram Quartet.

Il premio della critica 'Mia Martini' è invece andato a Renzo Rubino per la canzone “Il postino (amami uomo)” con 27 voti su 114 tra i giornalisti della sala stampa.

Nel corso dello show è stata inaugurata una statua dedicata a Mike Bongiorno, battezzata da Fabio Fazio alla presenza della moglie e dei figli del conduttore scomparso, che tenne le redini del festival undici volte, solo due in meno di Pippo Baudo, ieri ospite sul palco a ricordare aneddoti della sua carriera, per la quale ha ricevuto un premio.

Tra gli altri ospiti, Stefano Bollani che ha mostrato il suo ormai consolidato virtuosismo al pianoforte eseguendo prima un brano brasiliano degli anni '30 e poi un medley di canzoni sanremesi in chiave jazz richieste casualmente alla platea, non proprio pronta a rispondere, a dire il vero: a molti degli interrogati non è venuto in mente nemmeno un pezzo da suggerire a Bollani. Momento piuttosto triste.

E poi Caetano Veloso, grande interprete brasiliano che ha cantato il suo successo “Você é linda”, e poi 'Piove' di Domenico Modugno. Veloso ha quindi consegnato il premio 'Sergio Bardotti' per il miglior testo a Il Cile per il brano “Le parole non servono più”. Appendice della presenza di Veloso sul palco dell'Ariston, duetto con Bollani nella canzone “Come prima”.

Infine, ospiti non del tutto indispensabili,  i cosiddetti "figli di" - o 'grandi figli di' come ha sottolineato sempre dissacrante la Littizzetto - e cioè Gianmarco Tognazzi, Danny Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin che condussero la disastrosa edizione del Festival del 1989. E poi il pupazzo Rockefeller, corvo di pelouche del ventriloquo Jose Luis Moreno, icona televisiva degli anni '80.




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