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Una petizione contro Carla Bruni: 'Ha usato soldi pubblici per il suo sito Web'

Data pubblicazione : 27/07/2013




Carla Bruni, ex Premiere Dame di Francia fino al maggio 2012, quando il marito Nicolas Sarkozy ha dato le dimissioni dopo la sconfitta elettorale, deve verdersela con una petizione che la accusa di aver utilizzato 410mila euro di soldi pubblici per la realizzazione del suo sito Web personale.

La petizione, lanciata online, ha raccolto ormai decine di migliaia di firme (in questo momento sono già oltre 60mila). I cittadini chiedono che la Bruni rimborsi lo Stato francese della somma, che secondo loro è stata sottratta indebitamente dalle casse del Trésor public.

"E´ un sito molto semplice, senza grossi sforzi tecnici e di cui alcune parti non vengono aggiornate regolarmente" sostiene il web designer Nicolas Bousquet, che ha lanciato la petizione "Visto che la Fondazione Carla Bruni agisce per aiutare ´le persone vulnerabili´, le chiediamo di restituire questi soldi facendo un dono di 410.000 euro ad associazioni caritative che operano per i più bisognosi" aggiunge.

La Fondazione Carla Bruni-Sarkozy non ci sta e ribatte alle accuse dei firmatari della petizione: "Tutti i contenuti visibili su questo sito sono stati integralmente finanziati dalla Fondazione" si legge in una nota "Non sono stati in alcun modo finanziati dallo Stato o da qualsiasi altra entità esterna alla Fondazione, e questo dai tempi della creazione del sito".

Alla base della petizione ci sarebbe però un recente rapporto della Corte dei Conti di Parigi, il quale tra le spese dell´Eliseo includerebbe anche il sito Web della Bruni, dettagliando un costo di 330mila euro nel 2011 e di ulteriori 80mila euro nel 2012.




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