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Il leader dei Radiohead Thom Yorke contro Spotify: 'Non paga abbastanza gli artisti emergenti'

Data pubblicazione : 16/07/2013




Il frontman dei Radiohead Thom Yorke si scaglia contro Spotify e rimuove tutto il suo materiale sonoro da solista a disposizione sul servizio di streaming. Yorke sostiene che il modello di Spotify non funzioni e che gli artisti emergenti non siano adeguatamente remunerati.

"Non fatevi ingannare, i nuovi artisti che scoprite su Spotify non vengono pagati" scrive Yotke in un tweet sul suo profilo ufficiale "Mi schiero in favore dei colleghi musicisti" aggiunge. 

Ciò che contesta Yorke è il fatto che Spotify sia utile soprattutto per gli artisti già affermati, ma che il sistema non sia virtuoso per i nuovi talenti. Ogni ascolto su Spotify rende ai musicisti circa 5 centesimi di euro. Una cifra che può consentire un guadagno per chi fa grandi numeri, ma che rappresenta briciole per coloro che non sono delle star.

A dare manforte a Yorke il manager del cantante, Nigel Godrich, che dichiara, sempre via Twitter che il tarpare le ali agli artisti emergenti nel lungo termine sarà dannoso anche per Spotify, che perderà le nuove leve.

Spotify però non ci sta: "L´obiettivo di Spotify è fornire un servizio che piaccia agli utenti, che sia pagato dagli utenti, e che fornisca all´industria musicale il supporto finanziario necessario per investire in nuovi talenti" scrive Spotify in una nota, mandando un chiaro messaggio alle Major.




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