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2003-2012: fuga dall'Università

Data pubblicazione : 31/01/2013




Gli ultimi dati diffusi dal Consiglio universitario nazionale (Cun) sono impietosi: nel periodo di tempo che va dall'anno accademico 2003-2004 a quello 2011-2012 le Università italiane hanno registrato un calo di matricole pari al 17%, passando da 338.482 a 280.144 studenti. Un dato che rappresenta 58.000 iscritti in meno, in pratica come se si fosse volatilizzato un importante ateneo quale quello della Statale di Milano.

I dati del Cun evidenziano poi come il calo di immatricolazioni non abbia riguardato specifiche zone del Paese, ma sia spalmato in modo piuttosto uniforme lungo tutto lo stivale. Complice è sicuramente la crisi, che rende difficile pagare i costi degli studi, ma la discesa è comunque iniziata già molto prima del 2008 ed è legata ad altri importanti fattori.

A incidere in modo particolare è la difficile transizione che si trovano ad affrontare i neo-laureati per riuscire a passare in tempi brevi dai banchi di scuola a un impiego adeguatamente remunerato, nonché attinente agli studi effettuati. E parte della colpa è indubbiamente degli atenei stessi, che hanno scarso collegamento con il mercato del lavoro.

I dati che riguardano i cittadini italiani già laureati, non sono meglio: il nostro Paese si trova molto al di sotto della media Ocse, piazzandosi al 34mo posto su 36 Paesi, con il 19% di laureati nella fascia che va dai 30 ai 34 anni, contro il  30% della media europea. Il 33,6% degli iscritti alle Università poi è fuori corso e ben il 17,3% non sostiene esami.




Fonte: Corriere

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