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La Corte Suprema della Polonia nega definitivamente l'estradizione di Roman Polanski negli USA

Data pubblicazione : 07/12/2016



Roman Polanski non finirà di fronte a dei giudici statunitensi, perlomeno, non con l´aiuto dei colleghi del Paese natale del regista.

La  Corte suprema della Polonia ha infatti respinto la richiesta di un tribunale di Cracovia, che richiedeva l´estradizione del cineasta 83enne.

Polanski è ricercato negli USA per lo stupro commesso nel 1973 ai danni di una minorenne. Il fatto avvenne nella casa di Jack Nicholson. Per questo reato, Polanski era stato arrestato molti anni dopo in Svizzera, nel 2009, in seguito a un mandato di cattura internazionale.



Il regista era rimasto in carcere per due mesi e poi era stato accolto un suo ricorso che gli aveva permesso di andare agli arresti domiciliari. L´anno seguente, le autorità svizzere avevamo ravvisato un difetto di forma e non avevano concesso l´estradizione del regista negli USA, revocandogli anche i domiciliari.

Gli americani avevano quindi fatto richiesta di estradizione per il regista anche alla Polonia, qualora quest´ultimo fosse entrato nel Paese.

Il tribunale di Cracovia aveva respinto la richiesta, ma il nuovo ministro della Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro, aveva presentato ricorso nel maggio scorso per chiedere l´annullamento della sentenza.



La Corte suprema ella Polonia ha adesso messo definitivamente fine alla questione: "I fatti risalgono a 38 anni fa e la vittima ha perdonato in pubblico Polanski" hanno spiegato i giudici "Polanski inoltre l´ha giustamente e ampiamente risarcita, non vediamo dunque luogo di riaprire il procedimento."

I giudici hanno inoltre motivato la loro decisione sulla base del fatto che il comportamento tenuto da Polanski nel corso dei decenni è stato "stabile", con una normale vita professionale e famigliare.




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