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Lettera di Amanda Knox alla famiglia Kercher, tra poche ore il verdetto della Corte d’Assise

Data pubblicazione : 30/01/2014




Amanda Knox, accusata insieme a Raffaele Sollecito dell´omicidio della studentessa Meredith Kercher, avvenuto nel 2007 a Perugia, ha inviato una lettera alla sorella della vittima, Stephanie, che ha deciso però per ora di non leggerla.

"Non sento adesso il bisogno di parlare con lei" ha detto la ragazza al Corriere della Sera. La notizia trapela a poche ore dal verdetto della Corte d’Assise d’appello di Firenze, che è atteso in serata.

"Per oltre sei anni siamo dovuti scendere a patti con questo processo e col baillamme mediatico, e provare a continuare la nostra vita" ha detto ancora Stephanie "Il verdetto è una scadenza da onorare per la memoria di Meredith, non una fonte di rivincita o della verità. Sappiamo che i giudici e i giurati non conoscono con certezza la Verità. Vorremmo che il processo e le chiacchiere intorno ad esso finissero oggi per poterci concentrare solo sul nostro dolore e sul ricordo di Meredith. Tanto, nessuno ci ridarà mia sorella e la nostra vita è finita".

La ragazza parla poi del verdetto: "I dubbi saranno sempre gli stessi. In qualunque modo nel mio cuore resterebbero i dubbi, è ovvio, ma noi possiamo solo accettare ciò che ci diranno i giudici e rispettare comunque le decisioni della Giustizia italiana". 

Le riflessioni di Stephanie riguardano anche direttamente ad Amanda Knox: "Colpevole o innocente, lei dovrebbe essere certa che i suoi famigliari siano i primi a crederle, poi noi Kercher e solo dopo tutti gli altri... eppure in questi anni l’ho vista spesso sui giornali e in tv, come se per lei contasse più il mondo che noi".




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